Piattaforme offshore di Ravenna
Le piattaforme metanifere offshore di Ravenna, gestite da Eni, costituiscono un complesso industriale di rilevanza europea, contando 42 strutture nel 2024 (circa 60 se si considera l'area fino a Cervia). La loro storia inizia nel 1960, quando il pozzo Ravenna Mare 3 scoprì il primo giacimento marino dell'Adriatico, segnando l'avvio della perforazione offshore in Europa. Le tecnologie pionieristiche sperimentate qui sono state poi esportate con successo in contesti come il Mare del Nord, l'Iran e il Congo, mentre oggi il distretto copre circa il 43% della produzione nazionale di gas. Oltre all'estrazione, l'area gioca un ruolo cruciale nella transizione ecologica: i giacimenti esausti, con una capacità stimata di oltre 500 milioni di tonnellate di CO2, potrebbero renderla il principale sito di stoccaggio di CO2 dell'Europa meridionale. Dal 1993, Ravenna ospita anche l'Offshore Mediterranean Conference (OMC), punto di riferimento per gli specialisti del settore. Infine, la prima "piattaformina" di produzione, costruita in una sola notte e montata in mare in 5 ore, rappresenta un aneddoto emblematico dell'ingegno che ha caratterizzato questa avventura, iniziata sulla terraferma nel 1952 con il pozzo Ravenna 1 voluto da Enrico Mattei.
Source: Piattaforme offshore di Ravenna — Wikipedia · Summary by RollWiki AI · Language: Italian