La notte che bruciammo Chrome (racconto)

La notte che bruciammo Chrome (Burning Chrome) è un celebre racconto cyberpunk di William Gibson, pubblicato nel 1982 sulla rivista Omni e candidato al premio Nebula per il miglior racconto. È celebre soprattutto perché introduce per la prima volta il termine "ciberspazio", destinato a diventare un pilastro del genere. La storia, narrata in prima persona dall'hacker Automatic Jack, vede lui e il suo amico Bobby Quine pianificare un colpo ai danni di Chrome, una pericolosa criminale che protegge i suoi capitali nel ciberspazio con letali ICE. La motivazione di Bobby è legata alla sua amante, Rikki, ossessionata dall'idea di assomigliare alla star Tally Isham tramite costosi impianti cibernetici. Nonostante l'uso di un potente virus russo, il successo del colpo lascia i protagonisti con un'amara consapevolezza sulla natura del loro mondo. Il racconto, parte dell'universo della Trilogia dello Sprawl, ispirò direttamente Gibson nella scrittura del suo primo romanzo, Neuromante (1984), e diede il titolo alla sua antologia del 1986.