Basilica di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore (o Basilica Liberiana), situata tra il Rione Monti e l'Esquilino, è l'unica chiesa di Roma ad aver conservato la sua primitiva struttura paleocristiana, sebbene arricchita da aggiunte successive. Secondo la tradizione, la sua fondazione risale al miracolo della nevicata del 5 agosto, quando papa Liberio (352-366) tracciò il perimetro nella neve, mentre la ricostruzione fu completata da papa Sisto III (432-440) per celebrare la divina maternità di Maria, proclamata dal Concilio di Efeso (431). Al suo interno spiccano i celebri mosaici dell'arco trionfale, la navata centrale con 21 colonne di spoglio e il legame storico con il culto femminile preesistente. Da un punto di vista giuridico, gode del privilegio di extraterritorialità a favore della Santa Sede (sancito dai Patti Lateranensi), ed è associata alla monarchia spagnola: il re Felipe VI ne è protocanonico d'onore, mentre dal 4 luglio 2025 l'arciprete è il cardinale Rolandas Makrickas. Ancora oggi, ogni 5 agosto, la rievocazione del miracolo vede una suggestiva cascata di petali bianchi scendere dal soffitto a cassettoni per ricordare l'evento miracoloso.