Crisi migratoria di Ceuta del 2026
La crisi migratoria di Ceuta del 2026 è stato un ingresso irregolare di massa di circa 72.000 migranti nell'exclave spagnola di Ceuta, avvenuto a fine luglio (esploso il 30–31 luglio), in gran parte a nuoto o a piedi superando i frangiflutti di Tarajal e Benzú, dopo una campagna di fake news sui social che prometteva il diritto di restare in Europa. La maggior parte dei migranti, di nazionalità marocchina, è rientrata volontariamente in patria, mentre circa 5.000 subsahariani non rimpatriabili sono rimasti accampati in aree boschive o sulle spiagge, con le strutture di accoglienza già sovraccariche. Si stimano almeno 100 morti a Ceuta e altre 11 a Fnidq, in Marocco. Dopo un aumento graduale di arrivi (circa 1.500 tra il 20 e il 29 luglio), in sole 24 ore sono entrate circa 49.000 persone secondo le autorità spagnole, mentre il presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas ha stimato un totale di circa 60.000. Il governo marocchino ha chiuso il valico di Beni Ensar e analisti del New York Times ipotizzano che l'ondata sia stata una reazione al riavvicinamento diplomatico tra Spagna e Algeria. La Spagna ha mobilitato l'esercito per supportare la Guardia Civil, ma la situazione è rimasta caotica, con un alto tributo di vite umane.
Source: Crisi migratoria di Ceuta del 2026 — Wikipedia · Summary by RollWiki AI · Language: Italian
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