Aster (botanica)

Il genere Aster, descritto da Linneo nel 1753 nella sua opera Species Plantarum, appartiene alla famiglia delle Asteracee e prende il nome dal greco, significando "fiore a stella", un termine già noto nell'antichità come testimonia Dioscoride.

Queste piante, prevalentemente perenni (emicriptofite), presentano rizomi, fusti eretti e foglie basali a rosetta e cauline alterne, raggiungendo generalmente un'altezza di circa un metro, ma le specie nordamericane possono superare i tre metri.

L'infiorescenza è un capolino radiato con un involucro di 25-50 brattee, contenente fiori del raggio (femminili, ligulati, di colore violaceo, bianco o blu) e fiori del disco (ermafroditi, tubulosi, di colore giallo), con una struttura floreale tipicamente pentamera e tetra-ciclica.

La specie tipo del genere è Aster amellus, e la classificazione tassonomica lo colloca nella sottofamiglia Asteroideae e nella tribù Astereae, all'interno del cosiddetto "Aster lineage".