Sacerdote (ebraismo)

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Il Cohen: il sacerdozio nell'ebraismo

Nella religione ebraica, il cohen (pl. cohanim) è il sacerdote, una figura ereditaria che discende da Aronne, fratello di Mosè, e che era preposta al culto e alla mediazione con Dio, in particolare attraverso i sacrifici nel Tempio di Gerusalemme. Il termine, usato nella Torah anche per sacerdoti non ebraici (come quelli di Baal), indica oggi un ruolo ancora importante ma limitato: le uniche funzioni rimaste sono la benedizione sacerdotale e il riscatto dei primogeniti, oltre a privilegi come la precedenza nella lettura della Torah. Con la distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C., la maggior parte dei doveri sacerdotali è sospesa, in attesa della ricostruzione del Terzo Tempio da parte del Messia. L'etimologia del nome, comune alle lingue semitiche, è legata all'arabo kāhin ("indovino" o "sacerdote"), mentre le traduzioni aramaiche suggeriscono significati come "amico", "maestro" o "servitore", evidenziando la componente di servizio divino. Le origini bibliche risalgono ad Aronne e ai suoi figli, che officiavano nel Tabernacolo durante i 40 anni nel deserto, prima del Tempio di Gerusalemme, con compiti che includevano sacrifici quotidiani e festivi, e la benedizione del popolo.