Paradiso perduto

Il Paradiso perduto è un poema epico in versi sciolti di John Milton, pubblicato nel 1667, che narra la caduta dell'uomo: la tentazione di Adamo ed Eva da parte di Lucifero e la loro cacciata dall'Eden, con lo scopo di "svelare all'uomo la Provvidenza eterna" e spiegare il conflitto tra questa e il libero arbitrio. Milton, ormai completamente cieco, iniziò a scriverlo nel 1658 e lo completò intorno al 1664, ma lo pubblicò solo nel 1667 a causa della peste e del grande incendio di Londra, avvalendosi di amanuensi come Andrew Marvell. La prima edizione contava 10 libri, ma nel 1674 fu ripubblicata in 12 libri, imitando la struttura dell'Eneide di Virgilio, con piccole revisioni e una nota sulla versificazione. L'opera fonde sapientemente tradizione pagana e cristiana, ispirandosi ai classici greco-latini, ai poemi cavallereschi italiani (Orlando furioso, Gerusalemme liberata) e al poemetto di Giambattista Marino, cercando di superare i modelli antichi. Il poema inizia in medias res: i primi quattro libri descrivono il piano infernale di Satana, i libri V e VI narrano la sua ribellione, e il libro IX, il più lungo, è il culmine della tentazione di Adamo ed Eva. Attraverso le due vicende parallele di Satana e di Adamo ed Eva, Milton esplora temi di disobbedienza, libero arbitrio e redenzione, rendendo l'opera un capolavoro senza tempo della letteratura inglese.