Ignazio e Antonino Salvo

Ecco un riepilogo completo dell'articolo su Ignazio e Antonino Salvo, noti come i "cugini Salvo".

I cugini Salvo: potere, affari e mafia nella Sicilia del dopoguerra

I cugini Ignazio (1931-1992) e Antonino "Nino" Salvo (1929-1986), imprenditori e mafiosi legati a Cosa Nostra, furono figure di spicco della Democrazia Cristiana siciliana. La loro ascesa iniziò negli anni '50, quando, grazie ad accordi politici, ottennero l'appalto per la riscossione delle tasse in Sicilia, guadagnandosi il soprannome di «baroni del 10 per cento» per gli altissimi guadagni illeciti. Il loro potere economico divenne tale che un ex presidente della Regione li definì "più potenti della Montedison", e i loro affari includevano anche la costruzione del celebre Hotel Zagarella a Santa Flavia, luogo di nascita del Gruppo 63.

La loro storia è segnata dal misterioso sequestro del suocero di Nino, Luigi Corleo, nel 1975, per il quale furono pagati ingenti riscatti ma la vittima non fu mai ritrovata. Questo evento scatenò una faida interna a Cosa Nostra, con diciassette omicidi tra i sospettati. I cugini Salvo, che avevano accumulato un potere immenso intrecciando affari, politica e mafia, caddero in disgrazia con l'avvento dei corleonesi: Nino morì in Svizzera nel 1986, mentre Ignazio fu ucciso a Santa Flavia nel 1992, vittima della "seconda guerra di mafia".