Terremoti in Italia

L'Italia è uno dei paesi europei più esposti al rischio sismico, a causa della convergenza tra la placca euroasiatica e quella africana, che le conferisce il primato in Europa: su 1.300 sismi distruttivi avvenuti nel II millennio nel Mediterraneo centrale, ben 500 hanno colpito il territorio italiano. Gli eventi sismici del Centro Italia del 2016 e 2017 rappresentano la sequenza più grave del XXI secolo per durata, vittime e sfollati, con la scossa del 30 ottobre 2016 (che colpì Norcia e la Valnerina) tra le più forti registrate dal 1980. Nella storia, i terremoti più disastrosi includono quello di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908 (7,24 M, circa 100.000 morti) e quello della Val di Noto del 1693 (7,69 M, 60.000 morti). Altri eventi catastrofici sono stati il sisma di Avezzano del 1915 (30.519 morti), quello di Verona del 1117 (30.000 morti) e il terremoto dell'Irpinia e Sannio del 1456 (30.000 morti). Questi fenomeni sono distribuiti principalmente lungo le aree interessate dalla tettonica alpina e appenninica, dove i movimenti lungo le faglie causano scosse spesso devastanti. La storia sismica italiana, quindi, è segnata da eventi tragici che hanno modellato il territorio e la memoria collettiva.