Naegleria fowleri

Naegleria fowleri, soprannominata "ameba mangia-cervello", è un protista d'acqua dolce che prospera in acque tiepide (fino a 42°C) e si incista sotto i 10°C, alternando fasi ameboidi a fasi flagellate. Nell'uomo, l'infezione avviene quando acqua contaminata penetra nelle cavità nasali, risalendo il nervo olfattivo fino al cervello, dove provoca la meningoencefalite amebica primaria (PAM), una malattia rapidamente letale (superiore al 90% dei casi) che porta al coma e alla morte entro una settimana se non trattata. Il contagio avviene nuotando in fiumi o laghi caldi, in piscine non adeguatamente clorate (è sufficiente 0,5 mg/L di cloro), o tramite lavaggi nasali con acque infette. I sintomi includono febbre, cefalea, nausea e alterazioni del sensorio, e la diagnosi richiede l'isolamento dell'ameba dal liquido cefalorachidiano. Sebbene non esista un protocollo terapeutico standard, l'amfotericina B è attiva contro il parassita e nel 2013 una terapia sperimentale (coma farmacologico, ipotermia e cocktail di farmaci) salvò una paziente di 12 anni; i sopravvissuti totali sono meno di una decina. L'infezione è rara (dal 1962 al 2013 si contano 130 casi negli Stati Uniti) e in Italia è stato segnalato un unico caso.