Orthoebolavirus

Il genere Orthoebolavirus (un tempo noto come Ebolavirus) fa parte della famiglia Filoviridae e dell'ordine dei Mononegavirales, ed è stato descritto per la prima volta dopo le gravi epidemie di febbre emorragica scoppiate nel 1976 nel Sudan e nello Zaire. Sebbene esistano sei specie riconosciute, quattro di esse provocano negli umani la malattia da virus Ebola (EVD), una patologia estremamente letale che prende il nome dalle regioni di prima identificazione. I virioni hanno una struttura filamentosa variabile (80 nm di diametro e fino a 14.000 nm di lunghezza), con un nucleocapside elicoidale contenente proteine come VP30 e VP35, mentre una glicoproteina (GP) sulla membrana permette il riconoscimento cellulare. Il genoma è un singolo filamento di RNA lineare anti-senso di circa 19.000 nucleotidi, capace di codificare sette proteine strutturali e una non strutturale. Il ciclo vitale inizia con l'attaccamento ai recettori e l'endocitosi, seguita dalla fusione delle membrane e dal rilascio del nucleocapside nel citoplasma, dove la trascrizione e la traduzione sfruttano le macchine cellulari; sebbene l'RNA non sia infettivo da solo, la presenza dell'RNA polimerasi virale è essenziale per la replicazione. Queste caratteristiche rendono il genere estremamente pericoloso, ma anche fondamentale per lo studio di nuovi antivirali.