Strage di via Ventotene
La strage di via Ventotene si verificò a Roma il 27 novembre 2001 alle ore 9:27, quando un'esplosione causata da una fuga di gas devastò una palazzina al civico 32, provocando la morte di otto persone e il ferimento di molte altre.
Nonostante i residenti avessero segnalato un forte odore di gas nei giorni precedenti, e che la società Italgas fosse già intervenuta proprio quella mattina, una squadra di vigili del fuoco era sul posto per verificare l'origine della perdita quando avvenne l'immane scoppio.
Tra le vittime persero la vita quattro vigili del fuoco — tra cui il caposquadra Danilo Di Veglia, Sirio Corona e Fabio Di Lorenzo, mentre Alessandro Manuelli morì qualche giorno dopo in ospedale — e quattro donne, tra cui la parrucchiera Maria Grosso, sua figlia, un'anziana e una studentessa italo-scozzese.
L'esplosione danneggiò sei edifici (tre dei quali dichiarati inagibili), proiettò automobili e detriti a distanza e colpì complessivamente circa 400 nuclei familiari (circa 750 persone), che rimasero senza casa.
Il sacrificio dei soccoritori fu onorato il 28 novembre in un'assemblea alla Camera dei Deputati e in funerali molto partecipati, sottolineando il coraggio di chi si prodigò per mettere in sicurezza la zona nonostante le condizioni critiche.
Source: Strage di via Ventotene — Wikipedia · Summary by RollWiki AI · Language: Italian