Economia d'Italia

L'economia italiana, già prospera dall'epoca romana e durante il Rinascimento grazie al commercio, alla manifattura tessile e ai servizi bancari, perse la sua posizione dominante nel XVII secolo a favore di Olanda, Inghilterra e Francia. Il vero "salto" avvenne però nel secondo dopoguerra con il cosiddetto miracolo economico (anni '50-'70): la rapida industrializzazione del triangolo industriale (Milano-Torino-Genova), le massicce migrazioni dal Sud al Nord e lo sviluppo del terziario la resero una delle maggiori potenze economiche mondiali fino agli inizi degli anni '90. Da quel momento, la crescita rallentò progressivamente fino alla stagnazione degli anni 2000, interrotta da due recessioni: quella del 2008-2009 (Grande recessione) e quella del 2012-2013 legata alla crisi del debito sovrano europeo, cui seguì un ulteriore rallentamento nel 2018-2019 per la guerra commerciale USA-Cina. Il colpo più duro arrivò nel 2020, quando la pandemia di COVID-19 provocò un crollo del PIL del 9%, seguito però da una ripresa nel 2021. Oggi, l'economia italiana è caratterizzata da una bassa produttività del lavoro a causa dell'elevata burocrazia, da un alto debito pubblico e da una struttura fortemente terziarizzata, con un settore primario ridotto al minimo storico.